Data la sua posizione sulla via Cassia, divenuta nel frattempo una delle arterie principali per gli scambi commerciali tra la capitale dell’Impero e le regione settentrionali, Sutri si attesta come una delle città più fiorenti del centro Italia; anche dopo il crollo di Roma con la deposizione dell’Imperatore Romolo Augustolo nel 476 d.C. per mano del generale germanico Odoacre, difatti, la città rimane un centro di riferimento e di transito da e verso l’Urbe. Tra il V e l’VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, che sconvolsero l’antico assetto territoriale e politico della regione, fino alla nuova divisione in Tuscia Romanorum (estesa dal mare fino all’altezza della via Claudia) e Tuscia Longobardorum (che comprendeva i territori sutrino, falisco e volsiniense). Occupata nel 568 dai Longobardi e subito riconquistata dai Bizantini, è di nuovo preda nel 728 del re dei longobardi Liutprando, il quale offrì poi la città e le terre circostanti a Papa Gregorio II. Questa donazione, detta appunto “Donazione di Sutri”, rappresenta un evento storico di enorme valore poiché viene considerata l’inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il primo passo per la costruzione del Patrimonio di Sancti Petri. Difatti Sutri è un’importante sede vescovile almeno dal V secolo, sebbene la leggenda voglia che San Pietro stesso vi inviò San Romolo come vescovo, agli albori del cristianesimo. Pochissime sono le notizie risalenti ai secoli IX e X, se non quelle derivanti dai diari di viaggio degli imperatori germanici che discendevano sino a Roma oppure dalle lettere e gli scritti di figure illustri quali vescovi o cardinali che risiedevano a Sutri. Proprio in questo periodo si colloca la leggenda di Berta, sorella di Carlo Magno, diseredata ed esule per essersi innamorata di un uomo dalle umili origini. Secondo tale leggenda, lungo la strada per Roma, Berta si fermò a Sutri e partorì in una grotta il figlio Orlando, poi nominato paladino di Francia dallo stesso Imperatore e protagonista di numerose opere letterarie che narrano delle sue gesta cavalleresche. L’accresciuta importanza economica e politica, probabilmente, è alla base della scelta di Sutri come sede del Concilio Ecumenico del 1046 indetto dall’imperatore Enrico III per porre fine allo “scisma dei tre papi”, Papa Benedetto IX, Papa Gregorio VI e Papa Silvestro III. Deposti i papi scismatici, viene eletto al soglio pontificio il vescovo di Bamberga con il nome di Papa Clemente II. Di li a pochi anni, esattamente nel 1059, Papa Nicola II indice un nuovo concilio sempre a Sutri per deporre l’Antipapa Benedetto X. All’inizio del XII secolo, poi, la città è ancora sede di un importantissimo incontro tra l’Imperatore Enrico V e il Papa Pasquale II, grazie al quale si decreta la fine della lotta per le investiture con la firma di un accordo conosciuto come Iuramentum Sutrinum. Alla metà del secolo, ancora, è da segnalare l’incontro tra Papa Adriano IV e l’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa per decidere le sorti della Città Eterna. Tra il 1243 ed il 1244 la città è per breve tempo sede papale, quando Papa Innocenzo IV vi si stabilisce per sfuggire all’Imperatore Federico II, che aveva scomunicato. In età feudale è al centro degli scontri tra guelfi e ghibellini, in perenne lotta per il possesso di città e territori del Patrimonio di San Pietro. Scontri che culminano nell’incendio che distrusse il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebracci, capitano di ventura. Nel 1556 è da segnalare la presenza a Sutri del futuro Papa Pio V, poi canonizzato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino. Alla fine del XVIII secolo, è conquistata dalle truppe francesi in un periodo che vede i francesi dominare sui territori della Chiesa. Con la Restaurazione, infine, rientra nello Stato Pontificio sotto il quale rimane fino alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861.

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