Le influenze etrusche e romane sono evidenziate da un anfiteatro etrusco-romano completamente scavato nel tufo; una necropoli rupestre costituita da 64 tombe romane anch’esse scavate nel tufo e a più livelli; un cospicuo numero di tombe etrusche sempre ricavate nel tufo ed in particolare il Mitreo, tomba dedicata nel primo secolo dell’Impero Romano al culto del Dio Mitra e poi trasformata in chiesa cristiana durante il Medioevo; un sistema di mura etrusche incorporate da quelle medioevali; il Duomo di origine romanica che sovrasta il borgo sulla rupe tufacea. Posta alla base del Complesso Vulcanico-Montuoso dei Monti Cimini, la città antica venne ad impiantarsi lungo un naturale corridoio di collegamento tra l’Etruria meridionale ed il mar Tirreno, lungo l’asse viario che collegava Roma con i territori del nord. Proprio grazie alla sua posizione geografica e topografica privilegiata, Sutri deve la ragione della sua esistenza e della sua fortuna nei secoli, fino alla decadenza nella tarda età medievale. Prima della conquista ad opera dei Romani, la città di Sutri è assimilabile ad un piccolo centro rurale sotto il controllo dei Falisci. Durante il periodo di dominazione etrusca, ebbe un modesto sviluppo come centro agricolo e commerciale, ma solo a partire dal V secolo a.C. il ruolo centrale della città comincia a delinearsi più chiaramente, in relazione agli scontri tra Romani ed Etruschi per il controllo dei territori etruschi e falisci. Come passaggio obbligato per l’Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio nel 396 a.C. e assume, assieme alla vicina città di Nepi, un ruolo altamente strategico sotto il profilo commerciale e soprattutto militare per l’Impero Romano. Baluardo dell’Urbe, è teatro di numerosi scontri che si protraggono fino alla fine del I secolo a.C., come in occasione dell’assedio da parte dei Tarquini e della riconquista da parte dei Romani grazie al fulmineo intervento del generale Marco Furio Camillo. Eretta, poi, a colonia latina nel 383 a.C. è sempre al centro degli scontri tra Romani ed Etruschi, culminati con la vittoria di Roma e la distruzione di Tarquinia (281 a.C.), Volsinii (264 a.C.) e Falerii (241 a.C.). Con la fine delle guerre etrusche, Sutri perde la sua funzione di avamposto militare a favore di una lenta trasformazione in centro rurale. Cambiamento che, però, giova alle sorti della città: data la presenza della via Cassia, divenuta nel frattempo una delle arterie principali per gli scambi commerciali tra la capitale dell’Impero e le regione settentrionali, Sutri si attesta come una delle città più fiorenti del centro Italia.

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